Francesco Marchese In viaggio con gusto

Cerveteri: viaggio tra gli Etruschi

Cerveteri

Caere Vetus come la chiamavano i latini, oggi Cerveteri, è una cittadina agricola e turistica a pochi chilometri da Roma. Di origine etrusco-romana e situata tra le pendici dei monti Sabatini ed il Mar Tirreno, la città, tipicamente medievale si estende dalla sommità di un colle (centro storico), al mare dove sorge il centro turistico di Cerenova.

Cerveteri, insieme a Tarquinia e Veio, fu una delle più importanti città della dodecapoli etrusca (insieme di dodici città-Stato fondate da Tirreno che, secondo la tradizione, costituirono in Etruria una potente alleanza di carattere economico, religioso e militare: la Lega etrusca), nodo commerciale sulle rotte tirreniche e fiorente centro di sviluppo culturale e artistico. Fu nominata prima Agylla dai Greci e poi Cisra dagli Etruschi. Nel 389 a. C. ottenne, per l’aiuto prestato a Roma, la civitas sine suffragio e nel 351 a. C. divenne municipio romano. Pur essendosi opposta alla diffusione del cristianesimo, ospitò, nei primi secoli dell’era cristiana, una sede vescovile. Conobbe un periodo di decadenza e di spopolamento in epoca medievale, ma conservò una certa importanza per la sua posizione strategica come principale luogo fortificato nei pressi del mare, sulla strada fra Roma e il porto di Civitavecchia. Dopo il sec. XI risorse con le famiglie Della Rovere, Orsini e Farnese; nel 1674 passò sotto l’egemonia dei Ruspoli.

Tumulo della Banditaccia

Tra le varie necropoli che si trovano nella zona (Monte Abatone, Sorbo) merita di essere visitata quella più famosa: la necropoli della Banditaccia, dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO; la necropoli si estende per circa 400 ettari e vi si trovano molte migliaia di sepolture dalle più antiche del periodo villanoviano risalenti al IX secolo a.C., alle più “recenti” del periodo etrusco e risalenti al III secolo a.C.. La sua origine va ricercata in un nucleo di tombe villanoviane nella località Cava della Pozzolana, ed il nome “Banditaccia” deriva dal fatto che dalla fine dell’Ottocento la zona viene “bandita”, cioè affittata tramite bando, dai proprietari terrieri di Cerveteri a favore della popolazione locale. Vista la sua imponenza, la Necropoli della Banditaccia è la necropoli antica più estesa di tutta l’area mediterranea. Al suo interno, si trovano grandi sepolcri circolari a tumulo che riproducono, nell’architettura e nella decorazione, l’aspetto delle antiche case: tra i più importanti vi sono la Tomba dei capitelli (VI secolo a.C.), la Tomba dei letti funebri (VI secolo a.C.), la Tomba dei vasi greci (VI secolo a.C.), la Tomba dei Doli (VI secolo a.C.), la Tomba della capanna (VII secolo a.C.), la Tomba dei Rilievi (IV-III secolo a.C.), la Tomba della cornice (VI secolo a.C.), la Tomba della casetta (VI secolo a.C.), la Tomba degli Scudi e delle Sedie (fine del VII e l’inizio del VI sec. a.C.), la Tomba delle Cinque Sedie (VII secolo a.C.) e la Tomba dell’Alcova (IV sec. a.C).

Da visitare il castello dominato dalla rocca della famiglia dei principi Ruspoli, risalente al XIII secolo, e nella quale ha sede il Museo nazionale Cerite, inaugurato nel 1967 che conserva pregevoli corredi funerari di epoca etrusca nonché il famoso Vaso di Eufronio o cratere di Eufronio, ed il Sarcofago degli Sposi.

Sul territorio di Cerveteri e delle sue Frazioni è possibile visitare numerose chiese che custodiscono al loro interno opere di particolare pregio, altari in marmo policromo, statue lignee, affreschi etc. La visita di queste chiese è un appuntamento importante per il Turista in visita. Tra le più importanti ricordiamo: la chiesa di Santa Maria Maggiore che si trova all’interno del borgo medievale e di fronte all’ingresso del Museo Nazionale Cerite, la chiesa di Sant’Antonio Abate, la chiesa di San Michele Arcangelo (patrono della città) e la chiesa della Madonna dei Canneti. Nei dintori si può visitare anche il santuario della Madonna di Ceri a pochi chilometri da Cerveteri .

Gli etruschi possedevano materie prime e prodotti che venivano esportati in tutto il mondo allora conosciuto, il ferro ed altri metalli, ma anche prodotti della terra come il grano che dava una bianca farina, l’olio e, testimoniato dal ritrovamento dei contenitori nei relitti delle navi etrusche naufragate, il vino.

Questa terra fertile, favorita da terreni di origine vulcanica ed alluvionale e dalla vicinanza del mare, ha prodotto da sempre vini di grande qualità. Eredi di queste antiche tradizioni sono le numerose aziende vinicole e le cantine che con le loro pregiate produzioni hanno ottenuto un meritato marchio di qualità e hanno conquistato rilevanti spazi di mercato nazionale ed internazionale. Vino servito ancora in quelle che vengono chiamate le Fraschette, luoghi dove si beve il vino sfuso del posto che accompagna cibi cucinati in maniera semplice e rustica, in un’atmosfera dove sembra che il tempo si sia fermato. Nei numerosi ristoranti e trattorie del territorio si possono gustare piatti genuini e gustosi basati sui prodotti locali partendo da quelli ortofrutticoli, alle carni dei numerosi allevamenti suini ed ovini, alla ricca cacciagione e non ultimi per importanza, i prodotti del mare.

La specialità sono i carciofi, che traggono da questi terreni ferrosi un sapore davvero speciale, mentre tra gli alberi da frutto primeggia il pesco. E’ ripresa la coltivazione degli uliveti, con una produzione di olio di ottima qualità e le numerose aziende a gestione familiare producono anche il miele e raccolgono i tartufi dei monti Ceriti

Gli artigiani ceramisti, riproducono con eccezionale abilità le varie tipologie delle ceramiche da tavola usate nei banchetti dagli etruschi, dai buccheri, vasi di colore nero lucidissimo, ai vasi decorati a figure nere e rosse importati dalla Grecia. Un’arte che arriva fino ad interpretazioni del periodo medievale e rinascimentale e che affianca un’altra lavorazione artigianale che raggiunse con gli Etruschi un livello eccezionale e che vive ancora oggi nelle mani di esperti artisti locali: la gioielleria e l’oreficeria.

Le tradizioni popolari e le feste che si svolgono in questi antichi borghi sono molto numerose. Oltre a quella di Sant’Antonio Abate con la benedizione degli animali, la più suggestiva è la rievocazione della morte di Cristo che si svolge la sera del venerdì santo, mentre la più popolare e vivace è la Sagra dell’Uva e del Vino dei colli Ceriti che si svolge nell’ultimo fine settimana di agosto.

Infine la tradizione più spettacolare è quella delle meravigliose infiorate che vengono disposte sulle strade cittadine per le processioni di maggio e giugno in onore della Madonna e del Corpus Domini.

Archeologia, storia, natura, gastronomia, artigianato, itinerari preziosi in un territorio antico e per molti aspetti ancora intatto, tra atmosfere semplici che possiamo cogliere passeggiando tra le Necropoli, i boschi e gli stretti vicoli della città. Ritrovare il calore e la semplicità di gesti quotidiani, come quello di un forno dalle antiche origini, che oggi, come cinque secoli fa, sforna tutti i giorni dolci fragranti e pane, in un mondo che qui ci appartiene ancora e che vogliamo far rivivere nelle nostre tradizioni.

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